Patologie della spalla

Tendinopatia calcifica della spalla

Illustrazione di depositi calcifici nei tendini della spalla
Immagine illustrativa.

Cos'è la tendinopatia calcifica?

La tendinopatia calcifica della spalla è una condizione caratterizzata dalla presenza di depositi di calcio (calcificazioni) all'interno di uno o più tendini della cuffia dei rotatori.

Può essere una patologia dolorosa e invalidante, con episodi di dolore anche molto intenso e improvviso.

Colpisce prevalentemente pazienti di età compresa tra i 30 e i 60 anni, con una maggiore frequenza nel sesso femminile.

Quali sono le cause?

Le cause della tendinopatia calcifica non sono ancora completamente note. Si tratta di una condizione prevalentemente idiopatica, cioè senza una causa specifica identificabile.

Sono state descritte associazioni con alcune condizioni metaboliche ed endocrine, tra cui:

  • Diabete mellito;
  • Disturbi della tiroide, in particolare ipotiroidismo;
  • Altre alterazioni endocrine e metaboliche.

La presenza di queste condizioni non è tuttavia necessaria per lo sviluppo della patologia.

Sintomi

La tendinopatia calcifica può manifestarsi con sintomi di intensità variabile.

I più frequenti sono:

  • Dolore intenso alla spalla, spesso improvviso e senza un trauma precedente;
  • Dolore notturno, che può interferire con il riposo;
  • Limitazione dei movimenti della spalla;
  • Rigidità articolare, soprattutto nelle fasi più dolorose;
  • Difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane.

In alcuni pazienti, tuttavia, le calcificazioni possono essere completamente asintomatiche e venire individuate occasionalmente durante accertamenti diagnostici.

Le fasi della tendinopatia calcifica

La tendinopatia calcifica viene tradizionalmente descritta attraverso tre fasi evolutive.

Fase 1 – Precalcifica

È caratterizzata da una metaplasia fibrocartilaginea del tessuto tendineo, che precede la formazione dei depositi calcifici.

Fase 2 – Calcifica

È la fase in cui si formano e si modificano i depositi di calcio all'interno del tendine.

Si suddivide in tre momenti.

Fase formativa: caratterizzata dalla progressiva formazione dei depositi calcifici. Il dolore può essere assente oppure presente con intensità variabile.

Fase di riposo: la calcificazione rimane relativamente stabile, con scarsa attività infiammatoria. Anche in questa fase il dolore può essere assente o variabile.

Fase di riassorbimento: caratterizzata dalla progressiva frammentazione e dal riassorbimento dei depositi calcifici, associati a una risposta infiammatoria.

È generalmente la fase più dolorosa, durante la quale possono comparire episodi di dolore acuto e intensa limitazione funzionale, anche in assenza di un trauma.

Fase 3 – Postcalcifica

È caratterizzata dal progressivo riassorbimento della calcificazione e dai processi di riparazione e rimodellamento del tessuto tendineo.

Le fasi rappresentano un modello evolutivo della patologia e non sempre si manifestano con una progressione clinica facilmente riconoscibile.

Diagnosi

La diagnosi nasce dall'integrazione tra anamnesi, esame clinico e imaging.

Radiografia: rappresenta l'esame fondamentale per individuare le calcificazioni della cuffia dei rotatori, valutarne la localizzazione, le dimensioni e le caratteristiche.

Risonanza magnetica: preferibilmente ad alto campo magnetico (1,5 Tesla o superiore), consente uno studio approfondito dei tendini della cuffia dei rotatori e delle altre strutture articolari, permettendo di identificare eventuali lesioni tendinee associate.

La valutazione ortopedica specialistica consente di correlare i reperti diagnostici con i sintomi e di individuare il trattamento più appropriato.

Trattamento

Non tutte le calcificazioni della spalla richiedono un trattamento.

Le calcificazioni asintomatiche possono non necessitare di alcuna terapia.

Nei pazienti sintomatici, la scelta del trattamento dipende dall'intensità del dolore, dalle caratteristiche della calcificazione e dalla risposta alle terapie precedentemente eseguite.

Trattamento conservativo

Rappresenta generalmente il primo approccio terapeutico e può comprendere:

  • Fisioterapia: mobilizzazione articolare, stretching e rinforzo dei muscoli stabilizzatori della scapola e della cuffia dei rotatori;
  • Onde d'urto: trattamento non invasivo che può contribuire alla riduzione dei sintomi e favorire i processi di riassorbimento delle calcificazioni;
  • Idrochinesiterapia: esercizi riabilitativi in acqua, quando disponibili e indicati;
  • Terapia infiltrativa: infiltrazioni di corticosteroidi per il controllo del dolore e dell'infiammazione, quando indicate.

Trattamento mininvasivo ambulatoriale

Litoclasia ecoguidata: procedura che consiste nel lavaggio e nell'aspirazione del materiale calcifico, mediante aghi introdotti sotto guida ecografica.

Può essere indicata in alcune tipologie di calcificazioni, in particolare quando i sintomi persistono nonostante il trattamento conservativo.

Trattamento chirurgico

Artroscopia di spalla: nei casi di tendinopatia calcifica particolarmente persistenti e refrattari ai trattamenti conservativi o mininvasivi, può essere indicata l'asportazione artroscopica della calcificazione.

Quando necessario, la procedura può essere associata alla riparazione della cuffia dei rotatori, in presenza di lesioni tendinee associate o di un difetto tendineo significativo conseguente all'asportazione della calcificazione.

La scelta del trattamento viene stabilita sulla base delle caratteristiche cliniche del paziente e della calcificazione.

Testo revisionato e approvato dal Dott. Francesco Romano · 23 ottobre 2026.

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