Trattamenti e chirurgia

Capsuloplastica artroscopica – Bankart Repair

Illustrazione della riparazione del cercine glenoideo con ancore e suture
Immagine illustrativa.

La capsuloplastica artroscopica, conosciuta anche come Bankart Repair, è un intervento chirurgico mininvasivo finalizzato al trattamento dell'instabilità della spalla, in particolare nei pazienti con episodi di lussazione traumatica e lesioni delle strutture capsulo-legamentose.

L'obiettivo dell'intervento è ripristinare la stabilità articolare, mediante la riparazione delle strutture anatomiche lesionate.

Anestesia e ricovero

Nella maggior parte dei casi viene eseguita un'anestesia loco-regionale, mediante blocco nervoso mirato dell'arto superiore, associata a sedazione per garantire il comfort del paziente.

La procedura prevede generalmente una notte di degenza, salvo differenti indicazioni cliniche o anestesiologiche.

In cosa consiste la capsuloplastica artroscopica?

L'intervento viene eseguito in artroscopia, attraverso piccole incisioni cutanee di pochi millimetri, utilizzando una telecamera e strumenti chirurgici dedicati.

Consiste nella riparazione e reinserzione del cercine glenoideo e nel ritensionamento della capsula articolare, con l'obiettivo di ripristinare la stabilità della spalla.

La riparazione viene eseguita mediante piccole ancorine di sutura, anche in materiale tessile, associate a fili ad alta resistenza, che permettono di fissare nuovamente le strutture lesionate al margine della glena.

L'intervento è generalmente indicato nei pazienti con instabilità anteriore traumatica, in presenza di lesioni capsulo-labrali e senza deficit ossei significativi.

In casi selezionati, la capsuloplastica può essere associata ad altre procedure, come il remplissage, quando le caratteristiche delle lesioni ossee e il rischio di recidiva lo richiedono.

La scelta della tecnica chirurgica dipende dalle caratteristiche dell'instabilità, dalle lesioni presenti e dalle esigenze funzionali e sportive del paziente.

Tutore di spalla: per quanto tempo?

Dopo l'intervento è generalmente necessario indossare un tutore di spalla continuativamente, sia durante il giorno sia durante la notte, per circa 30 giorni.

Il tutore può essere rimosso cautamente per le necessità igieniche e per vestirsi, seguendo le indicazioni ricevute alla dimissione.

Dopo i primi giorni possono inoltre essere autorizzati esercizi di mobilizzazione del gomito, del polso e della mano, evitando movimenti che possano sollecitare la riparazione capsulo-labrale.

La durata precisa dell'immobilizzazione viene indicata nella lettera di dimissione e può variare in relazione alle caratteristiche dell'intervento.

La gestione postoperatoria a domicilio: il Kinetec di spalla

Il protocollo riabilitativo adottato dall'équipe può prevedere l'utilizzo del Kinetec (CPM – Continuous Passive Motion) per iniziare una mobilizzazione passiva e controllata della spalla operata.

Il dispositivo permette di eseguire movimenti programmati, secondo specifici limiti di mobilità stabiliti in base alla procedura chirurgica.

Può essere noleggiato e utilizzato a domicilio per il periodo prescritto.

Dopo una capsuloplastica artroscopica, la mobilizzazione deve rispettare particolari precauzioni per proteggere la riparazione capsulo-labrale, soprattutto nei movimenti che possono sollecitare le strutture stabilizzatrici della spalla.

I tempi di inizio, le modalità di utilizzo e i gradi di movimento consentiti vengono definiti dal protocollo riabilitativo individuale.

Fisioterapia e recupero

La riabilitazione prevede una progressiva ripresa della mobilità articolare, inizialmente attraverso esercizi passivi controllati, quando indicati.

Successivamente viene avviato il percorso fisioterapico guidato, con l'obiettivo di recuperare gradualmente:

  • Mobilità articolare;
  • Forza muscolare;
  • Stabilità dinamica della spalla;
  • Controllo neuromuscolare e propriocettivo.

Nei casi standard, il percorso riabilitativo richiede indicativamente 3–4 mesi di fisioterapia, con progressione graduale degli esercizi secondo le indicazioni specialistiche.

Il recupero deve rispettare i tempi di guarigione delle strutture capsulo-labrali riparate, evitando sollecitazioni eccessive nelle prime fasi.

Quando si può tornare al lavoro?

Lavoro sedentario

Nei pazienti che svolgono un'attività prevalentemente sedentaria, come il lavoro d'ufficio, il ritorno al lavoro può avvenire indicativamente dopo 40–45 giorni dall'intervento.

La ripresa deve consentire di proteggere l'arto operato ed evitare movimenti o sollecitazioni non ancora autorizzati.

Lavoro non sedentario

Per le attività che richiedono sforzi fisici, sollevamento di pesi o utilizzo intenso dell'arto superiore, il ritorno al lavoro può richiedere indicativamente 4–6 mesi, in relazione alle caratteristiche dell'attività e al recupero funzionale.

Quando si possono riprendere le attività quotidiane?

In generale, dopo circa 40–45 giorni, è possibile riprendere progressivamente molte attività quotidiane, come:

  • Lavarsi e pettinarsi i capelli;
  • Farsi la barba;
  • Vestirsi autonomamente;
  • Svolgere semplici attività domestiche;
  • Riprendere la guida dell'automobile, quando consentito dal recupero funzionale e dal controllo dell'arto operato.

La ripresa deve avvenire gradualmente, rispettando le limitazioni previste dal protocollo postoperatorio.

Quando si può tornare a fare sport?

Il ritorno allo sport dopo una capsuloplastica artroscopica deve essere graduale e dipende dal tipo di attività praticata, dalle caratteristiche dell'instabilità e dal recupero raggiunto.

Dopo circa 2 mesi

Possono essere riprese, quando autorizzate, alcune attività sportive che non richiedono un utilizzo significativo dell'arto superiore operato, come il jogging.

Devono essere evitati gli sport di contatto, i gesti di lancio e le attività che comportano sollecitazioni importanti della spalla.

Dopo circa 4 mesi

Può essere iniziata una ripresa progressiva di alcune attività sportive che coinvolgono la spalla, con esercizi controllati e senza sollecitazioni eccessive.

Per esempio, nel tennis può essere valutata la ripresa di semplici palleggi, evitando inizialmente movimenti impegnativi come servizio e smash.

Dopo circa 6 mesi

Nei casi con recupero regolare può essere valutato il ritorno progressivo all'attività sportiva precedentemente praticata, compresi gli sport di contatto, quando autorizzati.

Il ritorno completo deve tenere conto del recupero della forza, della mobilità, della stabilità articolare e della sicurezza nei gesti sportivi.

Indicazioni importanti sui tempi di recupero

Tutti i tempi riportati sono indicativi e si riferiscono a un decorso postoperatorio standard.

Possono variare in relazione alle caratteristiche dell'instabilità, alla tecnica chirurgica utilizzata, alle eventuali procedure associate e all'evoluzione clinica.

Le indicazioni contenute nella lettera di dimissione e fornite durante i controlli specialistici prevalgono sempre sulle informazioni generali riportate in questa pagina.

Testo revisionato e approvato dal Dott. Francesco Romano · 23 ottobre 2026.

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