Trattamenti e chirurgia

Intervento di Latarjet

Illustrazione dell’innesto osseo e della fissazione nell’intervento di Latarjet
Immagine illustrativa.

L'intervento di Latarjet è una procedura chirurgica utilizzata per il trattamento dell'instabilità anteriore della spalla, in particolare nei pazienti con lussazioni recidivanti e in presenza di deficit ossei o altri fattori associati a un elevato rischio di recidiva.

L'obiettivo dell'intervento è ripristinare la stabilità articolare, mediante il trasferimento di una porzione ossea dalla scapola alla regione anteriore della glena.

Quando è indicato l'intervento di Latarjet?

La procedura può essere indicata in diverse condizioni, tra cui:

  • Instabilità anteriore recidivante della spalla;
  • Perdita ossea significativa della glena;
  • Elevato rischio di nuove lussazioni, soprattutto in pazienti che praticano sport di contatto o attività ad alto rischio;
  • Recidiva dell'instabilità dopo precedenti interventi chirurgici, in casi selezionati.

La scelta della procedura dipende dalle caratteristiche delle lesioni, dall'eventuale presenza di deficit ossei e dalle esigenze funzionali e sportive del paziente.

Anestesia e ricovero

Nella maggior parte dei casi viene eseguita un'anestesia loco-regionale, mediante blocco nervoso mirato dell'arto superiore, associata a sedazione per garantire il comfort del paziente.

La procedura prevede generalmente una notte di degenza, salvo differenti indicazioni cliniche o anestesiologiche.

In cosa consiste l'intervento di Latarjet?

L'intervento viene generalmente eseguito a cielo aperto, attraverso un'incisione sulla regione anteriore della spalla.

La procedura consiste nel prelievo e nella trasposizione del processo coracoideo, una porzione ossea della scapola, che viene trasferita a livello del margine anteriore della glena.

L'innesto osseo viene fissato mediante appositi sistemi di sintesi, generalmente due viti in titanio, con l'obiettivo di ripristinare un'adeguata superficie ossea e migliorare la stabilità articolare.

L'intervento agisce attraverso diversi meccanismi di stabilizzazione, tra cui:

  • Effetto osseo: aumento della superficie ossea anteriore della glena;
  • Effetto dinamico: contributo stabilizzante dei tendini connessi al processo coracoideo trasferito;
  • Effetto capsulare: eventuale contributo della riparazione delle strutture capsulari, secondo la tecnica utilizzata.

La procedura permette quindi di ottenere una stabilizzazione articolare attraverso la combinazione di meccanismi ossei e dinamici.

Tutore di spalla: per quanto tempo?

Dopo l'intervento è generalmente necessario indossare un tutore di spalla continuativamente, sia durante il giorno sia durante la notte, per circa 25 giorni.

Il tutore può essere rimosso cautamente per le necessità igieniche e per vestirsi, seguendo le indicazioni ricevute alla dimissione.

Dopo i primi giorni possono inoltre essere autorizzati esercizi di mobilizzazione del gomito, del polso e della mano, evitando movimenti che possano sollecitare le strutture operate.

La durata precisa dell'immobilizzazione viene indicata nella lettera di dimissione e può variare in relazione alle caratteristiche dell'intervento.

La gestione postoperatoria a domicilio: il Kinetec di spalla

Il protocollo riabilitativo adottato dall'équipe può prevedere l'utilizzo del Kinetec (CPM – Continuous Passive Motion) per iniziare una mobilizzazione passiva e controllata della spalla operata.

Il dispositivo consente di eseguire movimenti programmati, rispettando specifici limiti di mobilità stabiliti dal chirurgo.

Può essere noleggiato e utilizzato a domicilio per il periodo prescritto.

Dopo un intervento di Latarjet, la mobilizzazione deve rispettare le precauzioni necessarie per proteggere l'innesto osseo e favorirne la consolidazione, evitando sollecitazioni eccessive nelle prime fasi del recupero.

Le modalità di utilizzo, i tempi di inizio e i gradi di movimento consentiti vengono stabiliti nel protocollo riabilitativo individuale.

Fisioterapia e recupero

La riabilitazione prevede una progressiva ripresa della mobilità articolare, inizialmente mediante mobilizzazione passiva controllata, quando indicata.

Successivamente viene avviato il percorso fisioterapico guidato, finalizzato al recupero graduale di:

  • Mobilità articolare;
  • Forza muscolare;
  • Stabilità dinamica della spalla;
  • Controllo neuromuscolare e propriocettivo.

Nei casi standard, il percorso riabilitativo richiede indicativamente 3–4 mesi di fisioterapia, con progressione degli esercizi secondo le indicazioni specialistiche.

La riabilitazione deve rispettare i tempi di consolidazione dell'innesto osseo e il progressivo recupero funzionale della spalla.

Quando si può tornare al lavoro?

Lavoro sedentario

Nei pazienti che svolgono un'attività prevalentemente sedentaria, come il lavoro d'ufficio, il ritorno al lavoro può avvenire indicativamente dopo 40–45 giorni dall'intervento.

Il rientro deve consentire di proteggere l'arto operato ed evitare movimenti o sollecitazioni non ancora autorizzati.

Lavoro non sedentario

Per le attività che richiedono sforzi fisici, sollevamento di pesi o utilizzo intenso dell'arto superiore, il ritorno al lavoro può richiedere indicativamente 4–6 mesi, in relazione alla tipologia di attività e al recupero funzionale.

Quando si possono riprendere le attività quotidiane?

In generale, dopo circa 40–45 giorni, è possibile riprendere progressivamente molte attività quotidiane, come:

  • Lavarsi e pettinarsi i capelli;
  • Farsi la barba;
  • Vestirsi autonomamente;
  • Svolgere semplici attività domestiche;
  • Riprendere la guida dell'automobile, quando consentito dal recupero funzionale e dal controllo dell'arto operato.

La ripresa deve avvenire gradualmente, rispettando le limitazioni previste dal protocollo postoperatorio.

Quando si può tornare a fare sport?

Il ritorno allo sport dopo un intervento di Latarjet deve essere progressivo e dipende dal tipo di attività praticata, dal recupero funzionale e dall'avvenuta consolidazione dell'innesto osseo.

Dopo circa 2 mesi

Possono essere riprese, quando autorizzate, alcune attività sportive che non richiedono un utilizzo significativo dell'arto superiore operato, come il jogging.

Devono essere evitati gli sport di contatto e le attività che comportano sollecitazioni importanti della spalla.

Dopo circa 4 mesi

Può essere iniziata una ripresa graduale di alcune attività sportive che coinvolgono la spalla, attraverso esercizi e gesti atletici controllati.

Per esempio, nel tennis può essere valutata la ripresa di semplici palleggi, evitando inizialmente movimenti particolarmente impegnativi come servizio e smash.

Dopo circa 6 mesi

Nei casi con recupero regolare e consolidazione dell'innesto osseo, può essere valutato il ritorno progressivo all'attività sportiva precedentemente praticata, compresi gli sport di contatto, quando autorizzati.

Il ritorno completo dipende dal recupero della forza, della mobilità, della stabilità articolare e dalla capacità di eseguire i gesti sportivi in sicurezza.

Indicazioni importanti sui tempi di recupero

Tutti i tempi riportati sono indicativi e si riferiscono a un decorso postoperatorio standard.

Possono variare in relazione alle caratteristiche dell'instabilità, alla tecnica chirurgica, al consolidamento dell'innesto osseo e all'evoluzione clinica.

Le indicazioni contenute nella lettera di dimissione e fornite durante i controlli specialistici prevalgono sempre sulle informazioni generali riportate in questa pagina.

Testo revisionato e approvato dal Dott. Francesco Romano · 23 ottobre 2026.

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